
sagacestudio>>>>>>>>>>VBA


tipo_realizzazione biolago
anno_2017 realizzato
progetto_ http://www.dbmbiopiscine.it __elisa zerbini_davide iembo_
photo_sagacestudio
A due passi dal centro storico, Piazza Mattarella vive una posizione urbana privilegiata. Il quartiere infatti gode di una rara tranquillità dovuta anche alla presenza di una buona quantità di verde pubblico attrezzato. Questo però presenta alcuni elementi critici tra i quali la disconnessione degli ambiti verdi e la loro difficile accessibilità. L’intento progettuale propone la realizzazione di uno spazio perfettamente integrato con il tessuto esistente diventando pertanto modello esportabile agli ambiti urbani limitrofi e cittadini. La nuova piazza si configura dunque come un autentico “contenitore” funzionale capace di una metamorfosi continua, rapida e semplice in modo tale da ospitare attività ed eventi di ogni genere. La completa riorganizzazione dell’assetto funzionale ed il ridisegno della piazza consentono di trovare soluzioni progettuali che tendono ad un miglioramento estetico, pur mantenendone evidenti i caratteri principali, come l’accentuata geometria ortogonale disegnata dagli edifici prospicienti e dalla scansione regolare dei loro fronti principali. In questo progetto viene infatti posta l’attenzione su un carattere ora assente, ovvero quello di luogo urbano socialmente attivo ove la popolazione residente (e non) possa incontrarsi, dialogare, socializzare, aggregarsi, interagire con i nuovi elementi, sentendosi protetta in un luogo sicuro dall’elevato potenziale qualitativo. Il risultato è quindi un luogo attrattivo, funzionalmente diversificato dove l’aggregazione sociale viene incentivata da una nuova immagine di alta qualità urbana ed architettonica, caratterizzata dalla coesistenza dell’elemento naturale (verde, acqua, …) e quello edificato rappresentato dalle residenze e dalle attività commerciali legate alla piazza. Il progetto di “stanza pubblica all’aperto” consiste dunque nel dare ai residenti una “STANZA IN +” quale luogo generatore di benessere sociale. Al giorno d’oggi l’abitazione è vista sempre più come un luogo dove rifugiarsi e isolarsi. Si vogliono dare così quelle possibilità che negli anni sono state negate alla popolazione, usufruendo non solo del bene casa, ma anche e soprattutto del bene pubblico. Con questa nuova “stanza pubblica” si promuove il ritorno all’incontro, al gioco, al rafforzamento di scambi e relazioni tra la cittadinanza, incoraggiando pertanto il senso di appartenenza al luogo ed al proprio territorio. Il disegno organico rappresentato dalla distribuzione dei “contenitori” nasce dalla necessità di portare il verde all’interno della piazza, creando così un legame con gli ambiti limitrofi. Essendo questa collocata sopra un parcheggio seminterrato, le forme circolari a tronco di cono in c.a.p., fungono da contenitori di terra per la piantumazione delle differenti specie arboree, floreali ed arbustive. Da qui l’idea di riproporre il modello quale contenitore di funzioni varie. Vengono così installati contenitori di elementi naturali (verde, acqua, etc…) per il riposo, lo svago ed il relax; contenitori per attività ludico-ricreative legate al gioco; contenitori flessibili per eventi temporanei quali installazioni di giovani artisti locali, piccoli concerti musicali, rappresentazioni teatrali, etc. L’arredo urbano non è più un insieme di oggetti isolati, ma un sistema organico con il quale il cittadino si relaziona interagendo attivamente, fisicamente, intellettualmente, arredando liberamente lo spazio, dialogando con la natura attraverso la gestione delle differenti essenze arboree a livello di quartiere ed a uso domestico. La pavimentazione, realizzata principalmente in pietra di luserna in continuità con le pavimentazioni cittadine, accoglie le restanti aree libere flessibili quali luoghi di sosta e riposo, relazione, lavoro, studio, attività locali come mostre, sagre di quartiere, cinema all’aperto, manifestazioni estive di vario genere. La forma organica del progetto, capace di dialogare e reggere il confronto con il rigido impianto esistente, potrebbe diventare modello esportabile nelle similari realtà ad esso adiacenti. Tale opportunità consente di “ricucire” questi spazi, rendendoli parte di un sistema omogeneo di percorsi e funzioni, quale immagine di rinascita, qualità ed eccellenza urbana riconoscibile nell’ambito di riqualificazione degli spazi pubblici della Città di Parma.

tipo_concorso di progettazione
anno_2009
team_davide iembo-federico cornale-nicola bertini
L’idea progettuale parte dalla volontà di definire un nuovo collegamento tra l’isola del Buon Castello e la penisola di Sottomarina, così da facilitarne il raggiungimento e connettere le funzioni richieste dal bando di concorso con il tessuto urbano. La risposta progettuale risolve tale obiettivo proponendo una piastra pedonale che parte dalla sponda di Sottomarina e collega l’isola del Buon Castello. La piastra s’inserisce in planimetria aprendo un corridoio avente direzione Est-Ovest. La superficie di questo componente urbano si articola in percorsi sagomati, aventi funzioni e superfici differenti che consentono di definire un nuovo spazio utile ai futuri utenti dell’isola. Nella sezione della pedana trova spazio un’aiuola verde, una rampa per skate-board e pattini, un’area pavimentata in legno, elementi di illuminazione, alberature e piante. La piastra, attraversa l’isola mimetizzandosi con la pavimentazione e conduce gli utenti verso la piazza centrale. Tutti gli spazi che si generano diventano un luogo adatto per il mercato, manifestazioni locali e per eventi all’aria aperta. La piastra ha il compito di condurre all’area pubblica dell’isola consentendo l’accesso all’edificio polisportivo, alla reception del residence ed al centro servizi per i residenti e visitatori. Dalla piazza e dalla zona servizi, procedendo in direzione sud, i percorsi conducono ad un porto turistico con due moli che proteggono lo spazio di sosta dei natanti e che guarda la costa in direzione Chioggia. Il progetto prevede che le funzioni “pubbliche” previste dal bando siano accessibili da due percorsi, ai quali corrispondono le uniche due porte di accesso all’isola: la porta est, corrisponde alla pedana che arriva dalla penisola di Sottomarina (percorso pedonale / carrabile leggero); la porta sud-ovest è definita dal porto turistico (utenti che arrivano con le barche dal mare). Le porte urbane che scandiscono gli ingressi definiscono conseguentemente la distribuzione in planimetria delle due macro categorie individuate nell’abito di progetto: CATEGORIA PUBBLICA (centro polisportivo – bar – ristorante – amministrazione – area servizi) e la CATEGORIA PRIVATA (struttura ricettiva, definita privata poiché caratterizzata da un uso esclusivo da parte dell’utenza). Tale distribuzione prevede che la categoria pubblica occupi la porzione sud dell’isola mentre la categoria privata si estende nella zona nord. L’edificio polisportivo si conforma in un volume parallelo alla piastra e che divide l’isola un due zone virtuali. Il prospetto che guarda Chioggia si affaccia sulle vasche all’aperto, quello verso Sottomarina si apre su una zona aperta attrezzata su cui è collocato il bar a servizio degli utenti l’isola. L’area servizi si colloca di fronte alla piscina, sul lato opposto della piazza, in questa zona, le destinazioni d’uso occupano tre blocchi distinti, che imitano tre lembi/scogli che salgono del mare. L’area ricettiva che occupa la zona a nord dell’isola, e che guarda verso Sottomarina nord e il Forte San Felice, rafforza il rapporto con l’acqua e con il territorio. In questa zona le due tipologie di alloggi, si conformano per interagire in modo specifico con l’acqua e la terra. Si relaziona principalmente con la TERRA la tipologia per famiglie composta da una zona giorno e di ampi balconi esterni per favorire la vita all’aria aperta, parallelamente interagisce con l’ACQUA l’ “alloggio suite” posizionato sul mare è progettato prendendo come riferimento la tipologia architettonica dei “casoni” della laguna. Entrambe le tipologie sono sollevate dalla quota del terreno e si raggiungono tramite percorsi che non invadono il contesto in cui sono collocati. Questa scelta nasce dalla volontà di non intaccare la natura dell’isola, di lasciare inalterato il terreno su cui si insediano gli edifici residence. Questo è il modo con cui il progetto risolve la propria proposta di eco-turismo. Il progetto si inserisce senza copiare il tessuto esistente volontariamente, evitando di entrare in conflitto con la tipologia urbanistica conformata nel tempo da specifiche esigenze territoriali. Il rapporto con l’acqua e il territorio è la linea guida di tutto l’intervento; l’area servizi si genera dall’acqua, il centro sportivo la domina, il residence la osserva e la rispetta vivendoci all’interno.
tipo_concorso di progettazione
anno_2014
team_elisa zerbini-davide iembo-damiano comini –paolo gaudenzi
tipo_ristrutturazione appartamento in verona
anno_2014 realizzato
progetto_elisa zerbini-davide iembo
photo_damiano comini –paolo gaudenzi
tipo_realizzazione nuovo locale bar in verona
anno_2014 realizzato
progetto_elisa zerbini-davide iembo
photo_damiano comini –paolo gaudenzi
Wherever there is light, one can photograph. Alfred Stieglitz